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hanoy diary: ho comprato qualcosa, non so cos’è

Una delle cose che amo di essere in paese nuovo è andare al mercato. Soprattutto ai tropici, ma non solo, ci sono cose mai viste prima, cose che sembrano note ma invece sono qualcosa d’altro, cose che sembrano esotiche ma poi non lo sono molto.
A Buenos Aires avevo avventurosamente comprato un ortaggio dalla verduraia sotto casa, strano, verde a striature gialle, circa tondo, dimensione di un pomodoro. “Como se llama?” faccio, e me lo dice e io non capisco perché non ho orecchio, per nulla, per la musica per le lingue gli accenti i dialetti, nada. Sono un duro della lingua scritta, ma una frana con il parlato: comunque persevero. “Come si cucina?” faccio, e lei si dilunga in spiegazioni, lo tagli, lo puoi friggere, lo puoi fare a fettine eccetera. Wow, mi dico, anche se non capisco tutto, vedi la cosa sull’essere una frana, ed era la mia prima settimana in Argentina.
Una volta a casa prendo gli ortaggi del mistero, li taglio a fette. Zucchine.
Tonde, ma zucchine. Sapore: zucchine. Consistenza al taglio, alla frittura: zucchine. Zucchine fatte e finite: tonde.

(mi assicura mia madre che esistono anche in I-Ta-Lia, ma che costano tanto. Non compratele: sanno di zucchine, come le altre)

Un po’ come sentirsi coraggiosissimi al buffet e mangiare quelle cose che sembrano piccoli cervelli di scimmia, bolliti, per poi scoprire che erano castagne. Bollite.

Comunque, adoro perdermi al mercato, comprare cose che non so. Sono appena stato a cercare delle zucchine (appunto, tonde o no), perché questa sera cucino per una amica e conto di stupirla con pasta fatta in casa (strozzapreti), e le volevo per il sugo, e non le ho trovate. Vada per le melanzane, *credo* siano melanzane. Quando le venditrici hanno capito che l’occidentale un po’ confuso, con un vocabolario di tre frasi che comunque non riesce a pronunciare (“grazie”, “ciao”, “non capisco”), era invece lì a *comprare cose che non capiva*, è iniziata una ressa. Ora ho uova, pomodori, ananassini mignon lillipuziani, un gigantesco pompelmo che la prima volta che ne ho comprato uno credevo fosse un–

non so cosa, ma un pompelmo per me non deve avere diametro come un pallone da calcio e una buccia antiproiettile, ecco–

un qualcosa che credevo fosse o canna da zucchero o bambù e non è nessuno dei due, è fibroso e dolce e spero si possa mangiare crudo perché è quello che sto facendo; e uova, e un coso arancione con la buccia un po’ spinosa che non ho ancora aperto, dovrebbe essere un ortaggio perché ce l’aveva la signora che vendeva aglio, melanzane (credo).

Adoro perdermi al mercato. Ora devo scoprire cosa ho comprato…

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