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alla deriva

Ci sono domande che è normale fare, e domande che non è normale fare.

Cosa ci fai ad Hanoi?, in Vietnam?, cosa ci fai a Berlino?, cosa ci fai a Buenos Aires?, sono domande evidentemente lecite, mi pare.

Cosa ci fai in Brasile?” non lo chiede nessuno, evidentemente tutti ci vogliono andare e, immagino, suppongono che chiunque sia in Brasile sia comunque troppo impegnato a trombare e sbronzarsi per rispondere. (E si sbagliano su tutti i fronti)

Cosa ci fai a Bologna, cosa ci fai a Verona, cosa ci fai in Italia?, non lo chiediamo. Cosa ci fai al mondo? Cosa ci fai con quella persona? Cosa ci fai al lavoro?

Come se alcune scelte, alcune posizioni geografiche richiedessero motivi intrinseci, esistenziali, speciali, mentre altre fossero cose che succedono, ovvio che non mi chiedi “cosa ci faccio al mondo“, a meno che tu non stia provando ad intortarmi.

(Che è successo solo una volta: Lui: “cosa ci fa al mondo un angelo bello come te?

Io: “eh?)

Però è circa sempre la stessa cosa: perché capita. Ero a Bologna per un misto di attrazione, comodità, caso. Sono in Vietnam perché è capitato, e ora sto cercando di capire cosa ci faccio, cosa fare qui. A Berlino ci sono capitato, volevo finire a fare la tesi in Scandinavia e mi hanno mandato a NON farla a Frankfurt (Oder), luogo dimenticato da chiunque non voglia avere noiosi incubi la notte. Dove ho scoperto che se quando arrivi nel posto in cui pensi di preparare la tesi e chiedi “ok, su cosa lavoro?” ti rispondono “ah, non sei qui solo per fare lo fotocopie?”, non è un ottimo segno. Se ti mettono in un ufficio con 3 persone, di cui 2 parlano solo tedesco (che tu non sai) e l’altro parla inglese e odia gli italiani, nemmeno quello è un ottimo segno. Dove ho scoperto Berlino, oh non ero il primo credo che quando ho provato a convincere gli aborigeni a chiamare il loro fiume “Fiume di Aliosha” mi hanno detto “già si chiama Spree, tante grazie“, ma l’ho scoperto per me, che era a 80km da Frankfurt (Oder) e Frankfurt (Oder) fa sembrare il deserto dei Tartari un bel posto in cui organizzare delle feste, così andavo a Berlino ogni fine settimana.

Berlino è appiccicosa. Frankfurt (Oder) meno.

C’è un concetto di Psicogeografia che si chiama “drifting“, deriva. Lo so che dovrei dirlo in francese, ma l’ho scoperto in inglese e tant’è. Ci si incammina per strada, e si volta ogni volta che viene voglia, che qualcosa interessa, che gira, che la lancetta dei secondi passa su di un numero primo, facendo il segno dell’ombrello alla presunzione di avere uno scopo. Si vaga. Si gira. Si finisce dove non si immaginava.

Credo che la vita sia molto più deriva di quanto crediamo: non scegliamo di conoscere chi conosciamo, di sapere quello che sappiamo, di essere chi siamo, di partire da dove partiamo. E partendo di lì, dove andiamo è un po’ un caso.

Così sono ad Hanoi, avevo pensato di tornare in Sud America in barca ma mi sono rotto il ginocchio, avevo pensato di andare in India a fare Ashtanga ma per qualche motivo l’India mi spaventa. Hanoi mi incuriosiva. Hanoi era lì.

5 commenti

  1. nicola ha dichiarato:

    non ci crederai,ma a me che sono uno stanziale inveterato (se in un anno vado un paio di volte a bologna è solo per portar pane e salsa di tonno a quello sciagurato di mio figlio), a me, dicevo, più volte han chiesto che ci faccio a verona.
    e la risposta “ci son nato” non ha mai convinto nessuno (neanche me, a pensarci bene).

    giovedì, dicembre 10, 2009 at 17:49 | Permalink
  2. lara martelli ha dichiarato:

    e´la cosa piu´bella che hai scritto ….o nella quale io, alla deriva da sempre e per sempre , mi riconosco . alla deriva che poi non significa abbandonarsi ma lasciarsi trasportare …dal flusso delle cose e della vita .

    giovedì, dicembre 10, 2009 at 19:41 | Permalink
  3. Aliosha ha dichiarato:

    @Nicola:
    ecco, vedi? Stessa cosa io ad Hanoi…

    giovedì, dicembre 10, 2009 at 19:58 | Permalink
  4. nicola ha dichiarato:

    Ciao,

    mi hanno proposto di trasferirmi per 3 anni a seguire un progetto ad Hanoi. Io ho 28 anni, sono ingegnere, e sto valutando questa opportunità con la mia ragazza. Vorremmo avere qualche informazione sulla vita ad Hanoi da chi com’è te ci vive..
    Grazie

    mercoledì, giugno 16, 2010 at 04:24 | Permalink
  5. Aliosha ha dichiarato:

    Hm…
    Di certo è una esperienza. Conosco persone che la amano; io mi ci sono trovato un po’ così, ma ho scoperto di non essere fatto per le città troppo caotiche (e Hanoi è caotica).

    Ti posso dare info più dettagliate a me at aliosha…

    mercoledì, giugno 16, 2010 at 15:10 | Permalink

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