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da dove cominciare?

Ieri ho ricevuto una mail dalla ragazza di un conoscente. Lei mi sta piuttosto simpatica, ha una bella energia, e credo sia una delle poche autoproclamate anarcofemministe qui ad Hanoi.
Solo che mi ha scritto:

REVERENCE FOR LIFE

Aware of the suffering caused by the destruction of life, I am committed to cultivating the insight of interbeing and compassion and learning ways to protect the lives of people, animals, plants, and minerals. I am determined not to kill, not to let others kill, and not to support any act of killing in the world, in my thinking, or in my way of life.  Seeing that harmful actions arise from anger, fear, greed, and intolerance, which in turn come from dualistic and discriminative thinking, I will cultivate openness, non-discrimination, and non-attachment to views in order to transform violence, fanaticism, and dogmatism in myself and in the world.

(tipo: VENERAZIONE PER LA VITA
Consapevole della sofferenza causata dalla distruzione di vita, mi impegno a coltivare la percezione dell’inter-essere e della compassione e ad imparare modi di proteggere le vite di persone, animali, piante e minearali. Sono determinata a non uccidere, a non lasciare che altri uccideano, a non supportare l’uccisione nel mondo, nel mio modo di pensare, o nel mio modo di vivere. Vedere che azioni dannose possono nascere da rabbia, paura, avidità e intolleranza, che a loro volta provengono dal pensiero dualistico e discriminatorio, coltiverò opinioni di apertura, non-discriminazione, e non-attaccamento per trasformare violenza, fanaticismo e dogmatismo in me e nel mondo.)

Al volo, le ho risposto:
-come si uccidono i minerali?
-come evito di ammazzare batteri, virus e organismi monocellulari?
-come evito di uccidere le piante? Certo, potremmo mangiare solo frutti (evitando quelli la cui raccolta uccide la pianta, credo che gli zucchini siano out), e alcuni altri vegetali (niente carote o patate, OK l’insalata). Siamo sicuri che sia sostenibile?
-come insegno agli animali a non uccidere? Non mi pare che i gatti abbiamo l’hardware per il vegetarianismo.
-cosa si intende con “non discriminazione”? Vogliamo dire che la discriminazione è sbagliata? Allora stiamo discriminando contro la discriminazione? Dovremmo meta-non discriminare? E’ sbagliato discriminare contro la discriminazione contro la discriminazione contro (copia-incolla-incolla-incolla) la discriminazione? Sono tartarughe fini in fondo?
-è sbagliato arrabbiarsi contro gli stronzi? Arrabbiarmi contro qualcuno che sta ammazzando qualcuno di botte è sbagliato? E contro qualcuno che ammazza me di botte?
-dovrei essere fanatico sull’essere non-fanatico?
-non sono alcune di queste frasi un po’ dogmatiche?

E poi mi sono fermato, ma avrei potuto continuare.

Qualche mese fa una amica (dispersa da allora, proprio per quello di cui sto per scrivere) mi ha chiesto “perché sei così aggressivo verso certe idee New Age?“. Credo che lei abbia parlato di saggezza orientale, e visto che mi piace usare i nomi giusti: è roba New Age.
Ci ho pensato un po’. In effetti al da un po’ dedico l’aggressività che un tempo dedicavo alla Chiesa Cattolica contro guru fuffa e dichiarazioni semplicistiche.
Certo, loro non sono la Chiesa: non possono impedire a miei amici gay di vivere con chi vogliono, non possono bloccare leggi sull’aborto, non possono far sì che milioni di persone non usino il preservativo e accelerino il ritorno al loro creatore tramite la scorciatoia chiamata AIDS e compagnia bella.
Ma resta il fatto che certi semplicismi, secondo me, sporcano qualcosa di sacro. O meglio: credo che l’idea che ci sua UNA soluzione, un modo di fare, che risolve tutto, sia fondamentalmente non corretto.
Ah, serve solo il non attaccamento“. A cosa? Non devo essere attaccato al mangiare ogni giorno? Al respirare? E non cominciamo a parlare dell’attaccarsi al non attaccarsi, ok?
Non uccidere: a che livello? Sono composto di non ricordo quante cellule, ne ammazzo migliaia grattandomi la pelle, facendomi la barba. Alloggio 10 volte tanti batteri che cellule, che vivono con me, e ogni tanto mangio qualcosa di sbagliato e ne massacro miliardi. Sono un animale, mi nutro di altre forme di vita. Non posso fare la fotosintesi, ok? Anche se volessi.
E il dualismo: non è tutto uno. Ovvio che le etichette sono solo di comodità, ma NON POSSIAMO vivere senza. Punto. Va bene tenere presente che sono etichette, non la Vera Realtà Rivelata™, ma senza–
beh, senza non funziona.
Sto usando un computer, con le mie dita, seduto su di una sedia. Ognuna di queste parole è una etichetta, e serve al suo scopo, ora.

Quando qualcuno arriva a dire “questo è la chiave di tutto“, basta meditare, o non mangiare carne, o coltivare il non-dualismo, o il non attaccamento, provo ad ascoltare, ma un po’ mi incazzo.
Quando mi viene risposto se reagisco fortemente “è solo una questione di ego“, mi incazzo ancora di più. L’ego, qualunque cosa ’sta gente intenda, ha uno scopo molto, molto chiaro: far sì che io ricordi che io, qualunque cosa sia io, eviti di venire travolto da una moto, mangi quando ho fame, non salti da un terrazzo. C’è qualcosa di dualistico che mi separa dal resto, ed è il caso, evolutivamente parlando, di prendermi cura di mantenermi al mondo quanto posso.

E certo che può esagerare, esagera spesso. Ma essere senza ego credo che sia simile ad essere una pianta. Forse sono felici, ma non credo sia alla mia portata, né sono certo che lo vorrei.

Per quanto mi riguarda, qualunque soluzione semplice per il mondo è, in quanto semplice, non vera.

4 commenti

  1. lara martelli ha dichiarato:

    sono d´accrodo su tutto . a parte un dettaglio . c´é una differenza tra l´ego e il se´. ;)

    martedì, dicembre 15, 2009 at 15:25 | Permalink
  2. lara martelli ha dichiarato:

    ps: pensaci un po´su che ci arrivi da te …. :P

    martedì, dicembre 15, 2009 at 15:26 | Permalink
  3. Aliosha ha dichiarato:

    Mah, mai capita…

    martedì, dicembre 15, 2009 at 15:45 | Permalink
  4. Lori ha dichiarato:

    Ali mi piace leggerti, e conosco benissimo le tue posizioni su questa tentata sensibilizazione new age, Osho e compagnia cantante…insomma mi piace pensarti su una montagna posizione fiore di loto a dissacrare la spiritualitá di Coelho :)

    mercoledì, dicembre 16, 2009 at 22:43 | Permalink

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