Il traffico ad Hanoi è un po’ caotico. Che è come dire che il mare è un po’ bagnato, Giove è un po’ grande, scoprire che la donna che ami ti ha tradito con il tuo migliore amico fa un po’ male.
Composizione: Mi dicono che 10 anni fa c’erano solo biciclette, 5 anni fa c’erano solo motorini. Ora ci sono poche biciclette, perché se sei povero e ti vuoi spostare da un posto all’altro in una città senza un trasporto pubblico degno di questo nome, lo fai come puoi, ma se solo puoi lo eviti perché anche se povero magari vuoi avere una prospettiva di vita più lunga di quella dei moscerini della frutta; ci sono motorini, ovunque, parcheggiati su ogni superficie, in moto contromano a volte in mezzo alla corsia opposta, in casa perché la mattina vuoi ritrovare il motorino dove l’hai lasciato il giorno prima, carichi di fino a 5 persone con i bambini nel centro stile cheeseburger o con 3 balle di fieno sul portapacchi; e macchine, perché anche se vuol dire venire imbottigliato nel traffico, devi fare vedere che tu hai i soldi, no? Mica con una utilitaria, un Mercedes, un SUV o niente. A questo vanno aggiunte corriere per le lunghe distanze, e TIR per il trasporto; fortunatamente solo nelle strade esterne.
Struttura: Hanoi ha una struttura che ricorda le nostre città medioevali, piena di vicoli, stradine; evidentemente durante la guerra gli americani non si sono impegnati abbastanza e non hanno fatto un buon lavoro come a Berlino, dove l’essere stata spianata a suon di bombe ha reso possibile la costruzione di ampie strade a misura di automobile. Le strade sono normalmente a una corsia, dico in tutto, spesso mezza, in alcune ci passa solo un motorino e una lametta da barba. Entrambi agli 80. Quelle più grandi (strade, non lamette), stile circonvallazione ad alta velocità, sono a due corsie, separate nel mezzo da uno spartitraffico in cemento. La prima volta che l’ho visto ero in moto e mi ha fatto paura. Da quando mi sono trovato una corriera superare un TIR agli 80 all’ora, di fronte a me che venivo dall’altra parte della strada, senza accennare a rientrare e senza considerare che io non avevo alcuno spazio da dare, sono grato al cemento ogni volta che lo guardo. Il peggio che può succedere è che arrivi un motorino contromano, non una corriera strombazzante agli 80 all’ora. Sono le differenze che fanno la felicità.
(In caso qualcuno si chieda come sia andata a finire: no, non scrivo dall’oltretomba, io ho suonato, dato i fari e mi sono fermato, nella mia corsia. La corriera ha strombazzato, dato i fari e si è fermata anche lei, nella mia corsia, a 2 metri da me. “Beh, e ora?”. Alla fine sono riuscito a passare finendo solo un po’ nel fosso)
Regole di precedenza: il più grosso vince. Punto. Se il mio veicolo è più grande del tuo, è meglio che tu ti faccia da parte, perché sappiamo tutti chi si farebbe male in uno scontro. Un po’ come alla morra, ma senza l’effetto circolare: la moto vince sulla bicicletta, la moto più grande e costosa vince sul motorino, la macchina vince sulle moto, i TIR vincono su macchine e moto, le corriere per qualche motivo vincono anche sui TIR, perché anche se pesano meno, sono più veloci, e credo che i guidatori utilizzino più anfetamina; è comunque quasi un pareggio. Il sistema quindi è questo: se arrivi a un semaforo rosso, rallenti un po’, suoni e prosegui. Se sei un TIR o una corriera, suoni e basta e non rallenti, se sei ragionevolmente sicuro che non ce ne siano altre in arrivo. In macchina, devi essere un po’ circospetto. In motorino, ti guardi attorno mentre suoni.
Scorrevolezza: fino a che non ci sono macchine e TIR, che hanno la manovrabilità che conosciamo, soprattutto perché qui non ti compri una Panda o una SMART, ma un macchinone per far vedere che i soldi li hai, il traffico scorre. Ogni ostacolo mobile viene individuato, e se della propria stazza, ci si muove in modo da finirgli dietro. Mi spiego: senza fermarti, calcoli la velocità dell’ostacolo, e ti adopri per passare dove è ora, ma non sarà più quando arriverai dove è ora, in modo che l’ostacolo possa avanzare. Il tutto molto fluido. Il problema è che lo macchine occupano un sacco di spazio, e che non si spostano per nessuno (eccetto TIR e corriere). Oltre tutto, se l’ostacolo è un pedone, semplicemente tiri dritto, per la regola del sappiamo chi si farebbe male in uno scontro. (Questo è il motivo per cui sto cercando di comprare una mazza da baseball). Se vuoi essere gentile, gli passi dietro, in modo che il pedone possa avanzare. Se si uno stronzo, cioè, un pazzo criminale, dicevo, un guidatore medio, non solo tiri dritto, ma punti pochi centimetri più avanti del pedone, in modo che il pedone debba fermarsi o magari anche arretrare. Al che dovrà ripetere la cosa con il prossimo motorino. Se sei alla guida di una corriera, quello che fai è ipotizzare che il pedone sia l’Uomo Ragno e agire di conseguenza: è compito suo saltarti o usare la ragnatela per togliersi di mezzo.
Quando ci sono troppe macchine e oggetti più grandi, l’intero traffico si blocca. Questo succede regolarmente dalle 7 alle 9 di mattina, e dalle 5 alle 7 di sera. Ma avere una macchina vuol dire che sei figo, quindi deve valerne la pena.
Pedoni: vedi sopra. C’è un motivo per cui “pedone” è il nome della pedina di meno valore degli scacchi. A ben pensarci, i motorini sono gli alfieri, le macchine con la loro manovrabilità e travolgimentosità sono le torri, i TIR si considerano come la regina, ma semplicemente perché non guardano né a destra né a sinistra, non per la capacità di spostarsi dove vogliono. Beh: si spostano dove voglio fino a che possono sfondare muri e travolgere cose e persone.
Il re è morto, viva il re.
Attraversare una grande strada richiede nervi d’acciaio, e se possibile una corazza d’acciaio. Esistono i semafori con il rosso, ma considerati solo come un vago consiglio di controllare se qualcuno di grosso o un gruppo fitto di motorini arrivano dall’altra parte: un pedone è invisibile, e se vuole sopravvivere, anche intangibile, nel senso che è meglio che si sposti prima di venire toccato.
La strategia migliore è affidare la propria vita a entità soprannaturali, e redimersi dei propri peccati prima di provare. L’alternativa consiste nel minimizzare gli attraversamenti e cercare di basare il proprio percorso su strade semi-secondarie; non troppo secondarie però, perché le stradine di 2 metri di lato hanno un passaggio a doppio senso di marcia di motorini ai 50 all’ora, e come pedone sei un ostacolo soffice, mobile e probabilmente intangibile. Quelle in cui c’è una parvenza di marciapiede, utilizzato come parcheggio, terrazza per i ristoranti, superficie di lavoro per le officine, ma sempre marciapiede.
Hanoi mi piace molto. Il traffico meno.
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