Ho già accennato al fatto che mi sono procurato una Minsk. Acquistarla è stato l’effetto di un misto di un consiglio di una amica e il fascino per un oggetto dal taglio duro e dalla tecnologia semplice, oltre tutto Made in USSR. Possederla può essere descritto come un misto di venire presi a pugni da un gruppo di ultras, rompersi una gamba e prendere una orrenda malattia della pelle, ma meno divertente.
E’ rumorosa. Molto. Nel senso che se vai con una Minsk a un rave, ti chiedono di spegnerla a 500 metri dall’evento per non disturbare.
Trema durante la guida. Ha la stabilità su strada di una normale moto, quando tale moto ha i pneumatici lisci come la pelle di un bambino, la strada è ricoperta di olio, e piove.
E’ affidabile, nel senso in cui un orologio fermo segna l’ora giusta 2 volte al giorno: sai sempre dove stai con una Minsk, e dove stai è all’angolo della strada a cercare di farla partire.
E’ un due tempi, per cui il rumore di qui sopra non è un bel WROOOOM maschio e sexy; è un BRAAAAAAA da motoretta scoreggiante. Andava forse bene quando avevo 16 anni, ma ne ho 33.
E’ un due tempi, quindi va a miscela, ovvero mischia l’olio per motori alla benzina, ovvero puzza.
Il risultato di tutto ciò è che le persone mi indicano per strada cosa dovrei fare della mia moto: buttarla. E comprarne una come la loro (una Honda, una Suzuki, una Piaggio che qua va per la maggiore).
Che quando mi fermo, degli sconosciuti mi si avvicinano e fanno capire a gesti cosa dovrei farne della mia moto: buttarla. E comprarne una come la loro (una Honda, una Suzuki, una Piaggio che qua va per la maggiore).
Che quando rallento, degli sconosciuti mi si avvicinano e fanno capire a gesti cosa dovrei farne della mia moto: buttarla. E comprarne una come la loro (una Honda, una Suzuki, una Piaggio che qua va per la maggiore).
Che in qualunque condizione io sia sopra la mia moto, degli sconosciuti mi si avvicinano, anche a rischio della loro stessa vita, e mi fanno capire a gesti cosa dovrei farne della mia moto: buttarla. E comprarne una come la loro (una Honda, una Suzuki, una Piaggio che insomma avete capito).
Insomma, di norma degli sconosciuti mi si avvicinano e fanno capire a gesti cosa dovrei farne della mia moto: buttarla. E comprarne una come la loro (una Honda, eccetera).
Vuole anche dire che se aspetto qualcuno vicino alla mia moto, altri perfetti sconosciuti (a meno che non siano sempre gli stessi con parrucche e baffi finti, non si sa mai con ’sti comunisti) mi si avvicinano e mi spiegano cosa dovrei farne, della mia moto (buttarla). E sempre a gesti mi fanno capire che se mi tagliassi i capelli (solo le donne hanno i capelli lunghi in Vietnam), facessi la barba, e mi comprassi una giacca e una moto decente, come la loro ad esempio, troverei rapidamente una brava ragazza. Ho 33 anni, cosa ci faccio non sposato? Colpa della Minsk. E dei capelli lunghi. E della Minsk. E della barba. E della Minsk. E della giacca. Soprattutto della Minsk.
Spesso considero la possibilità di dare agli sconosciuti il numero di telefono di mia madre, visto che su molte cose sarebbero d’accordo. Non tutte, a mia madre i miei capelli vanno bene, ma dovrei Pettnarli e Darmi una Sistemata™, nonché lasciar perdere i piercing. Per questo non ho ancora trovato una brava ragazza.
(ciao mamma: dai che esagero, no, non dare fuoco alla mia collezione de l’Uomo Ragno di quando avevo 13 anni, ti prego…)
Forse non è chiaro: la mia moto mi fa orrore. E’ stato il consiglio peggiore datomi dalla mia amica, a cui devo l’essere qui ad Hanoi e una serie di buoni consigli. Ogni volta che la devo usare, considero le alternative più allettanti: andare a piedi, strisciare in ginocchio per chilometri, suicidarmi. Quando proprio devo andare in modo, eseguo raffinati calcoli minimax per identificare i percorsi più brevi, per orientare tutti gli obiettivi su di una sola tratta. La mia preoccupazione massima è NON usare la mia moto, o usarla il meno possibile.
Il che fa sì che, nonostante si tratti di una moto vecchissima e parecchio inquinante, la mia moto inquina pochissimo, perché la maggior parte del tempo non la uso: vado a piedi, in bici, mi faccio dare un passaggio, prendo un mototaxi, decido che poi non ho una gran voglia di andare e resto a casa.
Sostanzialmente, mai sottovalutare l’impatto ecologico positivo dell’odiare il proprio mezzo di trasporto.
Sospetto che le macchine comode provochino molto più inquinamento di quanto immaginiamo.


4 commenti
be´non la conosco di persona ( peccato ) ma sta Minsk mi sta proprio simpatica ora ! :) no non buttarla perché mi fa divertire !!
Buttarla?
No, conto di venderla…
ti prego voglio una foto.
Un abbraccio,
Presidente
Happy?
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