testi scritti durante gli anni
Diario Hacker: cronaca di una conversione
Articolo uscito nel lontano 2004 per H&C. Ad un certo punto ha poi iniziato a comparire, anonimo, su varie mailing list; e tutt’ora è presente in una serie di pagine, ovviamente senza il mio nome, o con nome di altri. Tipo: ho avuto i miei 15 minuti di notorietà, e hanno sbagliato il mio nome…
Note a margine: l’ho scritto in uno dei momenti più depressi da anni, era finita una storia lunga, la mia storia lunga (quasi 5 anni conta come lunga, no?), era finita in modo stupido, era finita proprio quando io dopo mesi di dubbi mi ero deciso a impegnarmici (bisogna sapersi scegliere i tempi, non arrivarci per contrarietà, giusto?), ho iniziato a scrivere e mi sono trovato a sghignazzare nel farlo. Ero in una sala studio, abusivo circa visto che ero aspirante, ma non troppo, ingegnere, e la sala era a S.Giovanni in Monte (credo), con studenti del DAMS e di storia. Che mi guardavano male, perché sghignazzavo, non perché si notasse troppo che ero aspirante, ma non troppo, ingegnere. Credo.
Buona parte delle disavventure sono circa vere: nel ‘97 ho comprato il mio primo PC, dopo aver sempre usato dei Mac, e /ovviamente/ volevo usare il comunistissimo e geekissimo Linux. “Quale mi consigli?” chiesi all’hacker fissato del mio corso, “Debian ovviamente” rispose lui, e io ci provai.
A volte, ancora mi sveglio ancora alle 4 di notte gridando “nooo, XF86config, NOOOO”, soprattutto se mangiato i peperoni.