Skip to content

archivi tag: hanoi

hanoi diary: sei come la mia moto…

Sei come la mia moto…
Ho già accennato al fatto che mi sono procurato una Minsk. Acquistarla è stato l’effetto di un misto di un consiglio di una amica e un fascino di un oggetto dal taglio duro e dalla tecnologia semplice, oltre tutto Made in USSR. Possederla può essere descritto come un misto di venire [...]

alla deriva

Ci sono domande che è normale fare, e domande che non è normale fare.
Cosa ci fai ad Hanoi?, in Vietnam?, cosa ci fai a Berlino?, cosa ci fai a Buenos Aires?, sono domande evidentemente lecite, mi pare.
“Cosa ci fai in Brasile?” non lo chiede nessuno, evidentemente tutti ci vogliono andare e, immagino, suppongono che chiunque [...]

hanoi diary: regole di ingaggio nel traffico

Il traffico ad Hanoi è un po’ caotico. Che è come dire che il mare è un po’ bagnato, Giove è un po’ grande, scoprire che la donna che ami ti ha tradito con il tuo migliore amico fa un po’ male.
Composizione: Mi dicono che 10 anni fa c’erano solo biciclette, 5 anni fa c’erano [...]

hanoi diary: fammi vedere il tuo pezzo di conversazione che ti faccio vedere il mio

In una delle mie prime case berlinesi, qualcuno aveva appeso un paio di mutande lunghe al muro della sala comune.
Si tratta del tipico *conversation piece*, pezzo da conversazione: un oggetto che attira l’attenzione e aiuta a rompere il ghiaccio: ovviamente quasi chiunque entrasse finiva per chiedere “come mai avete un paio di mutande lunghe appese [...]

hanoy diary: ho comprato qualcosa, non so cos’è

Una delle cose che amo di essere in paese nuovo è andare al mercato. Soprattutto ai tropici, ma non solo, ci sono cose mai viste prima, cose che sembrano note ma invece sono qualcosa d’altro, cose che sembrano esotiche ma poi non lo sono molto.
A Buenos Aires avevo avventurosamente comprato un ortaggio dalla verduraia sotto [...]

hanoi diary: fascetta salvatubo, alleluia!

Qualche sera fa sono tornato a casa verso mezzanotte e, al terzo piano, dove di solito c’è la cucina, c’era una piscina. Non è che i miei compagni di casa (una canadese di lingua inglese, uno svizzero francese, una giapponese di origini vietnamite, e un *credo* coreano che si nasconde ogni volta che lo incrocio [...]